domenica 1 marzo 2009

Ma quando lo mandiamo al suo paese Nick Mallett?

Dopo l'ennesima brutta sconfitta ad opera della Scozia, la squadra azzurra prenota "il cucchiaio di legno".
Pur giocando con il cuore e con sacrificio i nostri ragazzi escono umiliati dal campo, e non dagli avversari! Vedere Sergio Parisse piangere dalla rabbia non e' stato bello; come ha scritto qualcuno, e' troppo signore per dire quello che veramente pensa...
La nostra squadra negli ultimi 10 anni era certamente cresciuta, ora di colpo fà un tonfo!
E Nick Mallett continua a fare dichiarazioni indecifrabili e incomprensibili...."capirete il perche' delle mie scelte durante la partita!"....aveva detto!

Sarà , ma io non ho capito una beata m....!
Sentirlo sulla BBC in inglese, tranquillo, parlare di alcuni errori difensivi e francamente lesivo e offensivo...
Oppure sentire dire che ora discute con lo staff le decisioni, in maniera collegiale, dopo le figuracce rimediate grazie alle sue personali determinazioni....
Ma che si aspetta a mandarlo via!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

hai ragione sig.
John kirwan fu molto criticato ma scoprì il più grande dei talenti quel Parisse capitano oggi degli azzurri.
Ma bisogna mandare a casa tutto lo staff. A cominciare da quel Cariat che non ha mai dato un gioco ai tre quarti anche quando l'italia nel 2007 (sembra passato un secolo) vinceva a murrafield.
E che dire del troncon il cui carisma di giocatore è stato scambiato per competenza come secondo di Mallet?
by eraclix

Anonimo ha detto...

le nuove regole hanno ucciso il maul e richiesto maggiore manovrabilità dell attrezzo e invece i nostri sembrano dei pivelli. Non arano il campo e fanno passaggi inutili perdendo la palla quando serve per non parlare del sostegno...inesistente. Non recicliamo, siamo lenti e i nostri raggruppamenti non ganno soluzioni perchè la palla non esce mai e la difesa è sempre piazzata..
by eraclix2

Romoletto ha detto...

Ma Dondi avrà il coraggio di dare il benservito a Mallet prima dellascadenza del contratto o vorrà continuare con questo profeta sudafricano anche l'anno prossimo come ha già dichiarato?
Scusatemi, potete dire qullo che volete ma per me l'Italia di Kirwan ai mondiali del 2003 giocava molto meglio di questa Italietta da 4 soldi

Romoletto ha detto...

Eh bravo Sig, così hai fatto anche tu un post.
Comunque la prossima volta fanne uno dove ti posso contraddire con la mia veemente verve dialettica, in quanto trovarmi d'accordo con te mi viene così.....così........ ;=]

Anonimo ha detto...

ero entusiasta di mallet ma adesso sono un pentito... o prendiamo un signor tecnico da heineken o affidiamoci ad un tecnico italiano come Cavinato

Anonimo ha detto...

Chi non fa non sbaglia, diceva il saggio. Argentina recupera il quarto posto nel ranking Irb a spese del Galles che sente il fiato sul collo da parte dell'Irlanda vicina, ma i Dragoni hanno tutte le possibilita' di rifarsi la posizione a breve. La Francia a sua volta risale al settimo posto a spese dell'Inghilterra, ma anche qui ci sara' lo scontro diretto a Twickenham tra quindici giorni a mettere i puntini sulle i. Comunque e' il punto piu' basso nel ranking mai toccato in tutti i i tempi dalla nazionale con la rosa dei Lancaster sul petto.
Piu' sotto anche l'Italia scivola indietro di uno al dodicesimo posto e Samoa ringrazia; per gli Azzurri le possibilita' di recupero con Galles e Francia all'uscio sono invero scarse; anzi c'e' Tonga tredicesima, sotto di due punti e mezzo rispetto a noi: deve solo attendere paziente sulla riva del fiume.

by eraclix

kosovaro ha detto...

queste classifiche sono bugiarde, e lo sai.
tonga e figi non giocano praticamente mai...

marco.

kosovaro ha detto...

...e samoa, naturalmente.

sempre marco.

Mi chiamo Sigfrido Russo e ho 38 anni. ha detto...

"Crollo anche negli ascolti per l'Italia del rugby. La partita di sabato in Scozia, con gli azzurri sconfitti 26 - 6, trasmessa in diretta su La7, è stata seguita da una media di 633.000 telespettatori, con uno share del 5,68 %. E 2 milioni e 15 mila contatti unici. Sabato 7 febbraio il 36 - 11 in Inghilterra nel primo turno del Sei Nazioni era stato visto in media da 994.479 spettatori, con uno share del 7,66 % e circa 3.400.000 contatti unici. Quindi, conti alla mano, in media oltre 360.000 telespettatori in meno. Domenica 15 febbraio la sconfitta con l'Irlanda, nonostante la contemporaneità con il calcio, aveva avuto una media di 786.556 spettatori, con il 4,5 % di share. I contatti unici erano stati 3 milioni e 10 mila...

Sempre grazie a Nick....

Anonimo ha detto...

sarà..ma se ci scontrassimo direttamente con i pacifici..credo che la classifica sarebbe reale
by eraclix

eraclix ha detto...

Avete sentito lo sfogo di José Mourinho ieri? Ecco, se Nick Mallett avesse la capacità dialettica di Mou ci sarebbe sicuramente da divertirsi in conferenza stampa. E sicuramente Mou troverebbe un modo eccentrico e folle per rispondere a un quesito che, dopo la partita di sabato a Edimburgo e le nuove convocazioni sorge spontanea. Perché vengono convocati Sbaraglini e Burton e vengono lasciati a casa Festuccia e Orquera? La risposta di Mallett la conosco già, ma la verità è un’altra.

Foto per gentile concessione di Alessandro Fornasetti - Imagefactory.it

Prima di Scozia-Italia ho posto al coach azzurro la domanda sulla scelta di Sbaraglini (e il campo mi ha dato ragione) e la risposta di Mallett era convincente (all’apparenza), ma si basava su un falso palese.
Mallett, infatti, dice che Carlo Festuccia si è rifiutato di aggregarsi alla Nazionale A, adducendo motivazioni psicologiche, e che quindi non è pronto neanche per la maggiore. Ebbene, anche Luciano Orquera ha rinunciato alla convocazione con la seconda squadra azzurra e, al suo posto, ora è stato convocato Kristopher Burton. Tutto semplice e lineare, vero? Quindi perché polemizzo?
Per due semplici motivi. Carlo Festuccia ha più esperienza di Franco Sbaraglini, conosce meglio gli schemi azzurri e fa parte del gruppo da anni. Luciano Orquera, senza essere un fenomeno, è un buon giocatore, che gioca nel Top 14 francese e che, quando sostituisce Andy Goode, si dimostra un’apertura affidabile e prolifica. Il Brive, infatti, è in lotta per entrare nei playoff francesi anche grazie alle prestazioni dell’italo-argentino. Kris Burton, invece, ha 29 anni e gioca in Italia. In Serie A. Se, come dice Mallett, il Super 10 è un campionato scadente, come sarà la Serie A?
Due convocazioni, quindi, assurde. Ma che Mallett giustifica con una scelta disciplinare. Che, all’apparenza, non fa una grinza e sarebbe anche accettabile. All’apparenza. Perché la verità, e Nick Mallett, Carlo Checchinato e lo staff federale, è un’altra. Eccola.
Vi ricordate che, mentre di discuteva di Celtic League, una delle motivazioni addotte dalla Fir per accelerare su questa pista era quella che i giocatori italiani all’estero non venivano lasciati liberi facilmente dai propri club e che raggiungevano solo all’ultimo i compagni in ritiro? Ecco, i giocatori all’estero vengono ostacolati quando si tratta di rispondere alle convocazioni della Nazionale maggiore. Secondo voi cosa fanno quando si tratta di Nazionale A?
Lo scorso fine settimana in Francia si è disputato il campionato nazionale. Il Brive, dove gioca Orquera, aveva Andy Goode convocato per l’Inghilterra ed è in lotta per accedere ai playoff. La seconda apertura è Luciano. Secondo voi i francesi gli permettevano di non giocare in Top 14 per rispondere alla convocazione della A? E il Racing Paris? Rinuncerebbe Berbizier a Carlo Festuccia per vederlo giocare una partita senza alcun valore? Brive e Racing sono in lotta per obiettivi importanti. Brive e Racing devono rinunciare a molti campioni impegnati nel 6 Nazioni. Brive e Racing non accetteranno mai di lasciar liberi giocatori per giocare un Test Match in questi giorni.
E Mallett, Checchinato, Dondi e tutti i federali lo sanno. Eppure permettono a Mallett certe dichiarazioni e permettono a Mallett di “punire” Carlo e Luciano non convocandoli. Continuiamo a farci del male.

(duccio fumero)

"....la piu' bella vittoria l'avremo ottenuta quando le mamme italiane spingeranno i loro figli a giocare al rugby se vorranno che crescano bene, abbiano dei valori, conoscano il rispetto, la disciplina e la capacita' di soffrire. Questo e' uno sport che allena alla vita."

John Kirwan ex allenatore nazionale italiana e giocatore degli All Blacks