giovedì 26 marzo 2009

Secondo voi è veritiera?


Premesso che in materia io sono più ignorante di una capra tibetana, (ebbene si, sono razzista anche con gli animali), ricordo che alcuni mesi or sono Elena aveva suggerito di fare un post sui vini.
Speravo che qualcuno che ne sapesse + di me accogliesse il suo suggerimento e ne pubblicasse uno, ma dato che ciò non è stato fatto cercherò di porvi rimedio.
Così sono andato a curiosare su internet quali vini sono stati considerati tra i migliori nel 2008 ed ho trovato questa classifica:
Partiamo con i francesi (giusto perché sono sul podio):
- Petrus
- Margaux
- Romanée
-Conti
- Dom Perignon
- Yquem.
Chi non li conosce alzi la mano! Poi vengono i tre italiani:
- Sassicaia
- Brunello Biondi Santi
- Barbaresco Gaja.
Mi piacerebbe sentire il parere di qualche intenditore e sapere se realmente i vini francesi sono superiori ai nostri.....

8 commenti:

Elena T. ha detto...

Romoletto, finalmente!! :)
Per i francesi non saprei dirti, ma il Sassicaia e il Brunello di Montalcino Biondi Santi sono fra i miei preferiti!! E tra l'altro sono toscani come me..
Inoltre sono vini rossi e io li adoro!! :)

Elena T. ha detto...

PS. Corro a brindare alla tua salute con un bicchiere di Chianti rosso, provenienza delle terre del nostro contadino di fiducia nei pressi di San Gimignano..

Romoletto ha detto...

Santè allora, ma attenta a non alzare troppo il gomito

Romoletto ha detto...

Per quanto riguarda i vini francesi lì scritti io conosco solamente il Dom Perignon, che si che è buono, ma il nostro Bellucchi non ha assolutamente nulla in meno del famoso Champagne Dom Perignon

eraclix ha detto...

Elena grazie di esserci...

Anonimo ha detto...

allora vi illumino sawe con quali vini vengono tagliati e vini francesi? ebbene si vini italiano e più precisamente con vino SICILIANO poi dicono che sono i migliori tse.... chi ha i migliori formaggi SICILIA

SPARTANO

Elena T. ha detto...

Mi sa che dovrò proprio farmi un bel giretto enogastronomio per la Sicilia..
Eraclix, mi accompagni??..

eraclix ha detto...

Rugby e vino, un abbinamento forse meno classico di quello rugby&birra, ma non per questo meno affascinante o meno legato al terzo tempo. Un abbinamento che si ritrova da oggi al 6 aprile a Verona, in occasione della 43° edizione del Vinitaly. La Regione Veneto, infatti, ha scelto lo slogan "Veneto, terra di campioni" per pubblicizzare la sua terra e, tra i campioni del Veneto, non poteva mancare un rugbista. Mauro Bergamasco, come vedete in queste foto, ha messo la faccia. In nome della palla ovale, del vino e, soprattutto, del Veneto.


Unire l'eccellenza enologica a quella sportiva per rappresentare i valori tradizionali e profondi di una terra, come quella veneta, che proprio nel vino e nei suoi atleti ha tra i maggiori motivi di vanto. Grazie alla segnalazione di Stefano il Nero e del suo blog, infatti, ho scoperto che oltre a Mauro Bergamasco ci sono altri campionissimi che hanno offerto il proprio volto per imbellire il padiglione della Fiera di Verona. Da Matteo Tagliariol a Francesca Pellegrini, fino a Pietro Piller Cottrer saranno tanti i testimonial che si alterneranno all'interno del Vinitaly in questi quattro giorni.


Si conferma, così, il rapporto d'amore tra i fratelli Bergamasco e la loro regione. Se quest'anno è Mauro a capeggiare sui padiglioni della Fiera, l'anno scorso fu suo fratello Mirco che, sempre in occasione del Vinitaly, fu nominato ambasciatore del vino veneto nel mondo. Insomma, il rugby, sport nobile e di tradizione, trova sempre più spazio anche al di fuori del campo da gioco. E senza bisogno di scomodare aziende glamour o scatti osè, basta un buon bicchiere di rosso o di prosecco. Sperando di poter presto tornare a brindare ai successi e non ad affogare in un bicchiere i dispiaceri e le delusioni dell'ultimo periodo.

(duccio fumero)

"....la piu' bella vittoria l'avremo ottenuta quando le mamme italiane spingeranno i loro figli a giocare al rugby se vorranno che crescano bene, abbiano dei valori, conoscano il rispetto, la disciplina e la capacita' di soffrire. Questo e' uno sport che allena alla vita."

John Kirwan ex allenatore nazionale italiana e giocatore degli All Blacks