giovedì 28 agosto 2008

Scuola dall anarchia all'educazione?



Torna la "condotta" a scuola...Non sarà più lo spauracchio del fatidico 7 in condotta ma nella sostanza non cambia nulla.

Pene più severe per i bulli e, a discrezione dei Presidi, le divise scolastiche. Ma la novità più importante è il ritorno dell’insegnamento dell’educazione civica.
Molti leggono in questo decreto legge un ritorno al passato. In effetti le misure contrastive proposte dal Ministro Gelmini non fanno altro che affondare le loro radici in un passato non troppo lontano della scuola italiana. Ma vediamo quali sono, nello specifico, le due misure più significative adottate dal Ministro della Pubblica Istruzione.

Il ritorno del 7 in condotta: gli scolari che hanno superato i quaranta ricordano molto bene cosa poteva significare riportare un 7 in condotta ai loro tempi. Il Ministro crede nell’importanza della valutazione del comportamento, soprattutto quando questo non incide più, come oggi, ai fini dell’eventuale promozione degli studenti. Soprattutto si darà uno strumento molto potente nelle mani dei dirigenti e degli educatori scolastici. Gli studenti, d’altrocanto, non potranno non confrontarsi con la “mano forte” dei docenti, che da oggi avranno uno strumento in più per combattere, ad esempio, un fenomeno dilagante e corrosivo dello sviluppo giovanile come il bullismo.

Educazione civica: un tempo tanto praticata, oggi sempre più dimenticata. Il ddl riporta in auge la conoscenza di quelle regole basilari che sono il minimo comune denominatore di ogni società che vuol dirsi civile. Nel ddl sono state inserite 33 ore di educazione civica da spalmare nel corso dell’anno scolastico nelle materie già previste negli attuali programmi scolastici. Una novità però c’è: la materia non si chiamerà più educazione civica ma “ Cittadinanza e costituzione”.

Altre novità riguardano la reintroduzione - facoltativa – del grembiule scolastico, la carta dello studente “Io studio”, che prevede una serie di agevolazioni per gli studenti - cinema, teatro, trasporti pubblici, riduzioni del prezzo sull’acquisto dei libri.

Sotto seguono i pareri degli "esperti" ma voi cosa ne pensate?!

ovalia è, lo abbiamo più volte detto, un modo di fare politica attiva agendo tramite il gioco del rugby e le sue regole codificate e non, per scolpire nelle menti prima che nei cuori dei giovani all anagrafe e di spirito, e formare gli uomini-cittadini di domani.

L'argomento scuola non può che esserci mooolto caro.


Un ddl che trova la sua ispirazione nel passato della scuola e che, come confermano le parole della prof.ssa Maria Argenziano Vagello - docente presso l’Istituto comprensivo N. Prampolini -, “migliora alcuni aspetti difficili della odierna scuola”.
L’insegnante, commentando le varie parti del ddl, sottolinea quanto sia importante “l’uso del grembiule, un’ottima iniziativa non solo per far indossare a tutti i bambini lo stesso abito, la stessa divisa, ma anche per comunicare una funzione di rispetto verso il luogo in cui essi si trovano. Il grembiule - prosegue la prof.ssa Argenziano - insegna al bambino che gli studenti sono tutti uguali oltre a fargli comprendere il rispetto del luogo e delle regole alle quali attenersi”.

In merito al ripristino del “7 in condotta” come deterrente verso fenomeni come quello del bullismo, la prof.ssa Agenziano, ritiene che tale “strumento di controllo sia molto utile ed importante, nonostante oggigiorno vanti una fama alquanto impopolare”. Ma, afferma, con evidente soddisfazione, che l’iniziativa più importante dal punto di vista culturale e formativo sia proprio quella che prevede il ritorno dell’insegnamento dell’educazione civica: “E’ senz’altro l’iniziativa più costruttiva e più utile intrapresa dal Ministro, per far responsabilizzare ulteriormente i giovani verso l’apprendimento di quei valori comuni che ci definiscono ‘società civile’ ”.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Eraclix, io sono una under 40, ma il 7 in condotta c'era anche ai miei tempi. E nella nostra scuola superiore è stato applicato ben più di una volta! Classe letteralmente dimezzata fra insufficienze varie e condotta appunto, infatti ci siamo diplomate in 10. E come si è lavorato bene l'anno successivo!!
E c'era pure l'educazione civica, spauracchio di molte alunne (istituto femminile il mio) che però a me piaceva tanto. Ad ogni interrogazione la prof di cultura generale e educazione civica ci buttava là di tutto, da letteratura a storia, forma grammaticale corretta anche nella lingua parlata e almeno un aticolo della costituzione.
Bellissimi tempi!!
Invece la mancanza di polso in tempi recenti da parte di alcuni insegnanti sta facendo passare la voglia di impegnarsi a tanti ragazzi..

GT

sergio fina ha detto...

non credo siano gli insegnanti che non vogliono motivare i raazzi ma sono gli insegnanti che non sono motivati dallo stato a motivare vedi gli stipendi la precarieta

Anonimo ha detto...

Sergio, io non ho parlato di motivazione degli insegnanti ma di materie scolastiche e voto in condotta.
La motivazione credo che sia un fatto unicamente soggettivo e non riguarda la professione che si svolge, ma la singola persona. Sarebbe troppo comodo dire io non sono motivato a lavorare bene 'per colpa di'..

GT

"....la piu' bella vittoria l'avremo ottenuta quando le mamme italiane spingeranno i loro figli a giocare al rugby se vorranno che crescano bene, abbiano dei valori, conoscano il rispetto, la disciplina e la capacita' di soffrire. Questo e' uno sport che allena alla vita."

John Kirwan ex allenatore nazionale italiana e giocatore degli All Blacks